Preventivo Gratuito

Fino al 31 ottobre: 16 kWh di accumulo al prezzo dei 10 kWh. Vedi l'offerta

Guida

Incentivi per il fotovoltaico nel 2026: quali sono e quanto valgono

Detrazione, IVA agevolata, ritiro dedicato, comunità energetiche: gli incentivi che spettano oggi a chi installa il fotovoltaico, quanto vale ciascuno e come sommarli.

di Redazione Eco Efficiency5 min di lettura
Impianto fotovoltaico su un tetto in coppi a Lucca, installato da Eco Efficiency

Chi chiede un preventivo per il fotovoltaico oggi fa quasi sempre la stessa domanda: «ma ci sono ancora incentivi per il fotovoltaico?». La risposta è sì, e messi insieme valgono molto: la detrazione restituisce metà della spesa, l'IVA è ridotta, l'energia che non usi viene pagata e quella che condividi in una comunità energetica riceve un premio per vent'anni. Funzionano in modo diverso da quelli di dieci anni fa: oggi conviene soprattutto usare l'energia che produci, e gli aiuti pubblici abbassano il costo di partenza e pagano quella che avanza.

In questa guida mettiamo in fila gli strumenti che valgono oggi per una famiglia e per un'azienda in Toscana, quanto vale ciascuno e quello che serve sapere per non perderli. Le regole sono aggiornate a ottobre 2026; quando cambiano, aggiorniamo la pagina.

La detrazione fiscale: lo sconto più grande

Per un impianto sulla casa, l'aiuto che pesa di più è la detrazione IRPEF delle spese di ristrutturazione, che comprende fotovoltaico e batteria di accumulo. Non è un contributo che arriva sul conto: è uno sconto sulle tasse, diviso in dieci rate annuali uguali nella dichiarazione dei redditi.

Per le spese pagate nel 2026 valgono queste percentuali, come riporta l'Agenzia delle Entrate:

ImmobileDetrazione 2026Detrazione 2027 (regole attuali)
Abitazione principale, se sei proprietario o titolare di un diritto reale50%36%
Altri immobili (seconda casa, immobile in affitto)36%30%

Il tetto di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare, più che sufficiente per qualunque impianto domestico. Conta la data del bonifico, non quella di fine lavori: quello che paghi entro il 31 dicembre 2026 resta al 50% anche se l'impianto entra in funzione a gennaio.

Su un impianto da 12.000 euro, il 50% sono 6.000 euro restituiti in dieci anni. Per il 2027 la legge di bilancio in discussione potrebbe confermare il 50% sulla prima casa; a regole vigenti scenderebbe al 36%, quindi chi sta valutando l'impianto ha un buon motivo per pagarlo entro dicembre.

Per avere la detrazione servono il pagamento con bonifico "parlante", la fattura intestata a chi detrae e, per il fotovoltaico, la comunicazione sul portale dell'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Tutti i requisiti sono nella guida dell'Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni, aggiornata a febbraio 2026. Sono le cose che si sbagliano più spesso, ed è per questo che le pratiche GSE ed ENEA le seguiamo noi.

Due installatori fissano i pannelli fotovoltaici su un tetto

L'IVA agevolata al 10%

Sull'impianto domestico fornito e installato l'IVA è di norma al 10% invece che al 22%. Non serve chiederlo: è l'installatore a fatturare con l'aliquota giusta. Ci sono casi particolari (per esempio alcune forniture di soli materiali), ma per un impianto chiavi in mano sulla tua casa il 10% è la regola.

Il ritiro dedicato: l'energia che non consumi

Un impianto produce di giorno, e una parte di quell'energia finisce in rete perché in casa non la stai usando. Quell'energia non va persa: con il ritiro dedicato il GSE la compra e ti paga con regolarità.

Il prezzo è quello di mercato della zona, ora per ora, con un minimo garantito per i piccoli impianti. È un'entrata regolare che si somma al risparmio in bolletta.

L'autoconsumo: il risparmio più grande

Ogni kWh che produci e usi in casa vale due o tre volte un kWh venduto, perché non lo compri dal tuo fornitore con trasporto, oneri e tasse sopra. Per questo un impianto progettato bene oggi punta ad aumentare l'autoconsumo: spostando i consumi nelle ore di sole e, spesso, con una batteria di accumulo, che rientra anche lei nella detrazione.

È anche ciò che ha preso il posto dello scambio sul posto, che dal 2025 non si chiede più per gli impianti nuovi. Cosa lo ha sostituito e cosa succede a chi ce l'ha lo spieghiamo in Scambio sul posto: cosa c'è al suo posto e come far rendere l'energia oggi.

Le comunità energetiche rinnovabili

L'unico incentivo che oggi paga l'energia per vent'anni è quello delle comunità energetiche (CER). Il GSE riconosce un premio su ogni kWh che i membri della comunità producono e consumano nella stessa fascia oraria, sotto la stessa cabina primaria. Per un impianto domestico in Toscana il premio, fissato dal decreto CER (qui la scheda del Ministero dell'Ambiente), è fino a circa 124 €/MWh, cioè 12 centesimi per kWh condiviso, più un piccolo rimborso dell'ARERA.

Il premio si somma al ritiro dedicato e, per le famiglie, è cumulabile con la detrazione fiscale. Quando conviene di più e come farla rendere lo trovi in Comunità energetiche: vantaggi, svantaggi e come farle rendere. Se vuoi capire come costituirne una o come aderire, parti dalla pagina sulle comunità energetiche rinnovabili.

Vuoi sapere quanto rende il tuo impianto, incentivi compresi?

Il preventivo gratuito calcola risparmio, ritiro dell'energia e tempi di rientro sulla tua casa. Le pratiche GSE ed ENEA le seguiamo noi.

Calcola il tuo preventivo

Per le aziende: iperammortamento e bandi

Le imprese non usano la detrazione IRPEF delle famiglie. Dal 2026 il credito d'imposta Transizione 5.0 è stato sostituito dall'iperammortamento, che permette di dedurre più del costo reale dell'impianto e, a differenza di prima, vale anche per un impianto fotovoltaico installato da solo. Ha però requisiti precisi, a partire dai moduli, che devono essere prodotti nell'Unione europea con celle europee, e conviene solo se l'azienda ha utili da cui dedurre.

A questo si aggiungono i bandi a fondo perduto, regionali e di settore, che aprono e chiudono nel corso dell'anno. Per un'azienda il calcolo va fatto sui consumi reali: è quello che facciamo nel sopralluogo per il fotovoltaico industriale.

Come si sommano gli incentivi

Gli strumenti di questa guida non si escludono tra loro. Una famiglia che installa nel 2026 sulla propria casa può, nello stesso tempo:

  1. detrarre il 50% della spesa in dieci anni;
  2. vendere al GSE con il ritiro dedicato l'energia che non usa;
  3. entrare in una comunità energetica e ricevere il premio sull'energia condivisa.

E sopra a tutto questo c'è il risparmio in bolletta: ogni kWh che produci e consumi in casa è un kWh che non paghi, con tutti gli oneri e le tasse che ci sono sopra.

Tutti gli articoli della guida

Condividi

Redazione Eco Efficiency

Redazione

Vuoi sapere quanto rende il tuo impianto, incentivi compresi?

Il preventivo gratuito calcola risparmio, ritiro dell'energia e tempi di rientro sulla tua casa. Le pratiche GSE ed ENEA le seguiamo noi.