
Per quasi vent'anni lo scambio sul posto è stato il modo più semplice per far rendere un impianto fotovoltaico. Dal 2025 non si può più chiedere per un impianto nuovo (le ultime domande il GSE le ha accettate fino al 26 settembre 2025), ma la buona notizia è che le strade di oggi funzionano: un impianto progettato bene può rendere quanto prima. E chi lo ha già lo tiene fino alla scadenza della convenzione.
Le tre strade di oggi
Per un impianto nuovo le strade per valorizzare l'energia sono tre, e si usano insieme.
Consumare quello che produci
È la voce che rende di più. Ogni kWh che usi direttamente vale due o tre volte un kWh venduto, perché in bolletta paghi anche trasporto, oneri e tasse. Spostare lavatrice, lavastoviglie e pompa di calore nelle ore di sole costa zero, e una batteria di accumulo conserva l'energia del giorno per la sera. In una casa abitata soprattutto la sera, la batteria è spesso ciò che fa ripagare l'impianto in pochi anni.

Vendere il resto con il ritiro dedicato
L'energia che non usi la compra il GSE con il ritiro dedicato, al prezzo di mercato della tua zona e con un prezzo minimo garantito per i piccoli impianti. Le pratiche sono semplici e il pagamento arriva con regolarità, senza che tu debba fare nulla dopo l'attivazione.
Condividerla in una comunità energetica
L'energia che immetti in rete può anche essere "condivisa" con altri membri di una comunità energetica rinnovabile sotto la stessa cabina primaria. Su quella quota il GSE paga un premio per vent'anni, che si aggiunge al ritiro dedicato. Come funziona e quando conviene lo spieghiamo in Comunità energetiche: vantaggi, svantaggi e come farle rendere.
Rende come lo scambio sul posto?
Per un impianto progettato oggi, in molti casi sì. Lo scambio sul posto premiava chi immetteva molto in rete; le regole di oggi premiano chi usa la propria energia, e un impianto dimensionato sui consumi reali, con un po' di accumulo e i consumi spostati nelle ore di sole, recupera la differenza. Il premio delle comunità energetiche è un'entrata in più che prima non c'era.
Quello che cambia è il modo di progettare: niente impianto sovradimensionato "tanto la rete fa da batteria", ma un impianto della taglia giusta per la tua casa. È il calcolo che facciamo nel sopralluogo.
Vuoi sapere quanto rende il tuo impianto, incentivi compresi?
Il preventivo gratuito calcola risparmio, ritiro dell'energia e tempi di rientro sulla tua casa. Le pratiche GSE ed ENEA le seguiamo noi.
Calcola il tuo preventivoHai già lo scambio sul posto? Cosa succede
Se hai una convenzione attiva, non perdi nulla. La convenzione dura fino alla sua scadenza naturale, quindici anni dalla prima sottoscrizione, e alla scadenza non si rinnova.
A quel punto l'energia che immetti passa al ritiro dedicato, e se non scegli tu un altro operatore lo attiva il GSE d'ufficio, come stabilito dalla delibera ARERA 457/2024: l'energia continua a essere pagata senza interruzioni. La data di scadenza la trovi nell'area clienti del GSE; se non sai come entrarci, è una delle cose di cui ci occupiamo nelle pratiche GSE ed ENEA.
Il quadro completo degli aiuti di oggi, dalla detrazione al 50% all'iperammortamento per le aziende, è nella nostra guida agli incentivi per il fotovoltaico.
No: le ultime domande il GSE le ha accettate entro il 26 settembre 2025, per impianti in funzione entro il 29 maggio 2025. Un impianto nuovo usa autoconsumo, ritiro dedicato e, se possibile, una comunità energetica, che insieme rendono quanto prima.
Quindici anni dopo la prima sottoscrizione, e non si rinnova. La data esatta è nell'area clienti del portale GSE.
Il GSE attiva d'ufficio il ritiro dedicato, quindi l'energia immessa in rete continua a essere pagata. Puoi comunque scegliere un altro operatore a cui venderla.
Sull'energia venduta il prezzo è quello di mercato, ma il guadagno vero oggi viene dall'autoconsumo: con una batteria o spostando i consumi nelle ore di sole si recupera gran parte della differenza, e con una comunità energetica si aggiunge un premio.
Questo articolo fa parte della guida Incentivi per il fotovoltaico nel 2026: quali sono e quanto valgono, dove trovi il quadro completo e gli altri approfondimenti.
Redazione Eco Efficiency
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